Ritorno economico

Nel grafico ogni punto indica la percentuale di impianti incentivati che hanno avuto ore di utilizzazione maggiorni del valore definito sull’asse delle x. Per esempio il 100% degli impianti ha avuto ore di utilizzazione maggiorni di 0, mentre il 50% ha avuto, nell’anno 2009, performance migliori di circa 1000. la distribuzione generale è fortemente influenzata dalla numerosità degli impianti entrati in esercizio nel corso dell’anno, he abbassano la percentuale.

Per avere un valore reale delle ore di utilizzazione si è proceduto a depurare i dati degli impianti entrati in esercizio nel corso dell’ultimo anno e di quelli che hanno prodotto per meno di 500 ore di utilizzazione per problemi tecnici e di ogni altro ordine. Quindi il valore nazionale medio è risultato pari a 1.200 ore.
Nella tabella di seguito i risultati ottenuti riportati per regione:


Piemonte 1.111 Friuli 1.139 Marche 1.221 Puglia 1.285
Valle d’Aosta 1.109 Liguria 1.133 Lazio 1.278 Basilicata 1.195
Lombardia 1.119 Emilia Romagna 1.115 Abruzzo 1.211 Calabria 1.288
Trentino A. Adige 1.132 Toscana 1.221 Molise 1.129 Sicilia 1.371
Veneto 1.146 Umbria 1.214 Campania 1.226 Sardegna 1.369



Nel Nord le regioni si attestano intorno alle 1.125 ore, la migliore performance è del Veneto (1.146), la peggiore della Valle D’Aosta (1.109) non a caso fanalino di coda della potenza installata.
Le regioni del Centro hanno una media di ore di utilizzazione pari a 1.233, comprese tra le 1.214 ore dell’Umbria e le 1.278 ore del Lazio.

Il Sud registra le migliori performance. Le ore medie sono pari a 1.266, frutto dell’aggregazione di regioni come Molise e Basilicata, che si comportano in maniera simile a quelle del Nord, con regioni come Sicilia e Sardegna che si attestano intorno alle 1.371 ore.
Inoltre è stata analizzata la percentuale del numero di impianti nelle 3 differenti classi di potenza secondo le ore di utilizzazione realizzate.

La produzione degli impianti fotovoltaici in Italia ha raggiunto nel 2009 i 673,8 GWh con un incremento del 249% rispetto all’anno precedente. 
Il 43% dell’energia elettrica è stata prodotta al Nord in leggero calo rispetto al 45% dell’anno precedente; cresce invece il peso del Sud che passa dal 33% al 36%, mentre il Centro, con il suo 21%, decresce di circa un punto percentuale.
Tutte le regioni hanno più che raddoppiato la loro produzione rispetto all’anno precedente. In percentuale la variazione più cospiqua è quella della Basilicata che passa da 1,9 GWh a 21,7 GWh; in senso assoluto la crescita maggiore invece è da ricondursi alla Puglia che ha visto aumentare la sua produzione di 71,6 GWh.

INCENTIVAZIONE CON IL CONTO ENERGIA NEL 2009

Como noto, il GSE incentiva la produzione di energia elettrica con impianti fotovoltaici tramite il meccanismo del Conto Energia (CE), con tariffe incentivanti differenziate in relazione alla classe di potenza e alla tipologia di integrazione dell’impianto. Le procedure per la concessione dell’incentivo comportano che si verifichi uno sfasamento temporale tra la richiesta di accesso al Conto Energia (l’impianto è già in esercizio) e l’effettiva erogazione dell’incentivo. Il disallineamento si annulla nel corso dei primi mesi dell’anno successivo a quello di riferimento delle incentivazioni.

Il grafico a barre mostra la distribuzione percentuale della potenza fotovoltaica installata per tipologia di pannello fotovoltaico. Nella maggior parte delle regioni i pannelli più utilizzati sono a silicio policristallino anche se il silicio monocristallino ricopre sempre larga parte del residuo. Si distinguono in tal senso, Molise e Valle D’Aosta (anche se in termini assoluti sono gli ultimi). A livello nazionale il 55% degli impianti hanno tecnologia policristallino, il 37% monocristallino e l’8% altro.
Veneto e Lazio sono le regioni con la più elevata percentuale di film sottile.

La mappa tematica della distribuzione della potenza fotovoltaica installata rispetto alla superficie regionale mostra come la più alta concentrazione di capacità per kmq spetta alla Puglia, dove ci sono ben 11,1 kW installati per kmq. La segue a distanza la regione Marche con 6,4 kWe per kmq e la Lombardia con5,3 per kmq.

Nel 2009 l’irraggiamento medio orario giornaliero, determinato ponderando i dati in W/mq relativi alle 110 province italiane, conferma che i mesi di gennaio e dicembre e, a seguire, di febbraio e novembre siano i meno assolati dell’anno. Il numero medio di ore di luce giornaliere và da un massimo di 12 a febbraio ad un minimo di 10 del mese di gennaio. Per contro, luglio, agosto, maggio e giugno hanno raggiunto le punte più elevate di irraggiamento nell’anno (valore medio max 832 W/mq alle ore 11 nel mese di luglio). Le ore di luce giornaliere massime si sono registrate nel mese di luglio (16 ore).

STATISTICHE

mappa della radiazione solare media tra il 1981 e il 2000

RITORNO ECONOMICO

Il ritorno economico del capitale investito per la realizzazione di un impianto fotovoltaico dipende da molti fattori, i principali dei quali sono di seguito sinteticamente descritti.

COSTI
L’installazione di un impianto fotovoltaico richiede un elevato investimento iniziale, mentre i costi di esercizio sono ridotti al minimo in quanto il combustibile (l’irraggiamento solare) è gratuito; anche i costi di manutenzione sono limitati poiché il sistema, nella maggior parte dei casi è privo di parti di movimento. Attualmente in Italia il costo di un impianto si aggira tra 3500 e 5000 euro per chilowatt di potenza installata. Naturalmente i valori più bassi si riferiscono a impianti di grandi dimensioni (le centrali fotovoltaiche), per i quali è possibile beneficiare di sconti legati a ordini d’importo elevato sia per l’acquisto dei componenti che per l’installazione.
In ogni caso, la fornitura dei moduli rappresenta la voce di costo più rilevante e spesse volte può superare il 60% dell’intero costo dell’impianto.
I costi di esercizio e manutenzione annui sono abitualmente stimati in circa 1 – 1,5 % del costo dell’impianto. La vita utile dell’impianto è calcolata in almeno 20 anni e, a partire dal decimo anno, è buona norma prevedere interventi di manutenzione straordinaria per la sostituzione di alcuni componenti eletrici, soprattutto dell’inverter. Può essere utile anche la stipula di contratti assicurativi per garantire l’impianto a fronte di eventi come il furto o il danneggiamento in seguito a eventi meteorologici estremi.

RICAVI
Come riportato dettagliatamente al precedente punto 2.2 i ricavi per il soggetto responsabile derivano:

1. principalmente dalle tariffe incentivanti riconosciute a tutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico; le tariffe sono differenziate in funzione della taglia, del tipo di integrazione architettonica e della possibilità di usufruire di premi aggiuntivi per il risparmio energetico o per altre determinate condizioni;
2. secondariamente dalla valorizzazione dall’energia elettrica prodotta dall’impianto che può essere poi autoconsumata e, per la parte immessa in rete, vendua al mercato o remunerata attraverso lo scambio sul posto.

Conseguentemente i ricavi del soggetto responsabile sono differenziati e variabili in funzione di numerosi fattori dipendenti dalle caratteristiche tecniche dell’impianto fotovoltaico, dal tipo di servizio effettuato, (scambio sul posto o vendita dell’energia ceduta alla rete elettrica) nonché dalla possibilità di usufruire dei premi previsti dal DM 19/02/07.

COPERTURA FINANZIARIA
Le modalità di finanziamento per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico influenzano il ritorno dell’investimento. In particolare, se l’impianto viene realizzato con finanziamento da parte di terzi, occorre tenere conto dell’incidenza degli oneri finanziari.

REGIME FISCALE DA APPLICARE AI RICAVI
Il regime fiscale di tassazione agisce si seguenti ricavi ottenuti dal soggetto responsabile:

1. tariffe incentivanti ottenute per l’energia prodotta dall’impianto;
2. vendita dell’energia prodotta dall’impianto e ceduta al gestore di rete.

Le modalità di tassazione dei suddetti ricavi dipendono dal tipo di servizio effettuato dall’impianto (scambio sul posto o cessione alla rete dell’energia prodotta) e dal profilo giuridico fiscale del soggetto responsabile (persona fisica, persona giuridica, condominio, ecc.)

CONCLUSIONI
Alla luce di quanto sopra, ne consegue che ogni singola iniziativa, soprattutto se realizzata con finalità commerciale, contiene caratteristiche peculiari che possono essere correttamente valutate solo attravers o una specifica e attenta analisi economico – finanziaria che tenga conto dell’investimento da effettuare per realizzare l’impianto fotovoltaico, dei ricavi attesi, dei costi di gestione e manutenzione e assicurazione dell’impianto, degli oneri finanziari e del regime di tassazione da applicare.
Se si limita l’esame a impianti di piccola taglia (1-3 kW), realizzati sulle pertinenze di edifici e destinati a operare in regime di scambio sul posto, è possibile effettuare valutazioni approssimate, di validità generale, che portano alle seguenti stime del tempo di ritorno del capitale investito:
- italia settentrionale: 9 – 11 anni
- italia centrale: 7 – 9 anni
- italia meridionale. 6 – 8 anni

L’estremo superiore dell’intervallo si riferisce a un impianto ottimamente progettato e realizzato la cui tipologia d’installazione corrisponde almeno alla parziale integrazione, mentre l’estremo inferiore si riferisce a un impianto totalmente integrato, che ricade in uno dei casi per i quali è previsto l’incremento del 5% della tariffa base e usufruisce anche del valore massimo del premio abbinato all’efficienza energetica.

è evidente come le prime due campane siano piuttosto simili e caratterizzate dalla classe compresa tra 1.000 e 1.250 ore di utilizzazione. Si discosta invece il diagramma che descrive gli impianti con potenza maggiore di 20 kW infatti, anche se la classe più rilevante continua ad essere la stessa delle precedenti (1.000; 1.250), aumenta la percentuale di impianti con ore di utilizzazione comprese tra 1.250 e 1.500 e anche tra 1.500 e 1.750.

CONCLUSIONI

Per gli impianti di piccola taglia (1 – 3 kWp) in regime di scambio sul posto si ha il seguente ritorno di capitale:

- Italia settentrionale: 11 – 13 anni
- Italia centrale: 9 – 11 anni
- Italia meridionale: 7 – 9 anni

Per gli impianti di potenza superiore si ha diritto alla vendita dell’Energia prodotta e si può intervenire sull’edificio nell’ottica dell’ottenimento del premio per una maggiore efficienza energetica e nel caso specifico della zootecnica per uno smaltimento di materiale pericoloso (eternit, amianto, ….). Questo rappresenta un ulteriore ricavo e quindi un tempo di ammortamento inferiore.

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