Conto energia

CONTO ENERGIA

Le regole del Conto EnergiaIl Conto Energia (DM 19/02/07 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23/02/07), è subentrato ai precedenti DM del 28/07/2005 e del 06/02/2006 in materia di incetivazione dell’energia fotovoltaica. Il decreto è diventato operativo solo dopo la pubblicazione della delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) 90/07, avvenuta il 13/04/07, che ha definito le condizioni e le modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti.Le principali caratteristiche del meccanismo d’incentivazione sono sintetizzate nei seguenti punti:


- il soggetto che richiede l’erogazione delle tariffe incentivanti ed è responsabile dell’esercizio dell’impianto fotovoltaico prende il nome di “soggetto responsabile” dell’impianto fotovoltaico;
- possono beneficiare delle tariffe, in qualità di soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico, le persone fisiche, le persone giuridiche, i soggetti pubblici e i condomini di unità abitative e/o di edifici;
- la potenza nominale degli impianti deve essere non inferiore a 1 kW;
- la richiesta di incentivo deve essere inviata al GSE solo dopo l’entrata in esercizio degli impianti fotovoltaici;
- il limite massimo cumulato della potenza incentivabile fissato dal DM 19/02/07 è pari a 1200 MW; al raggiungimento di tale limite, quale ulteriore garanzia per gli operatori, è previsto un “periodo di moratoria” di 14 mesi (24 mesi per i soli impianti i cui soggetti responsabili sono soggetti pubblici). Gli impianti che entreranno in esercizio in tale periodo di moratoria potranno comunque beneficiare delle tariffe incentivanti;
- le tariffe sono articolate per taglia e tipologia installata, con l’intento di favorire le applicazioni di piccola taglia architettonicamente integrate in strutture o edifici;
- è stato introdotto un premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente dell’energia negli edifici.
La delibera ARG/elt 161/08 rende ancora più flessibile il meccanismo d’incentivazione dell’attuale Conto Energia rispetto al primo e sono evidenti almeno due vantaggi:
- è possibile mettere in esercizio ogni sezione d’impianto come se si trattasse di un impianto a sé. Il beneficio è evidente soprattutto per gli impianti di grossa taglia per cui si incontrano difficoltà a effettuare un unico parallelo alla ree in un’unica soluzione. Si potranno effettuare più entrate in esercizio in base al numero di sezioni in cui è suddiviso l’impianto.
- È possibile collegare più sezioni d’impianto allo stesso punto di connessione rispettando il vincolo imposto dal Decreto 19/02/07 secondo cui un impianto fotovoltaico non può condividere il punto di connessione alla rete con altri impianti fotovoltaici.
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SCAMBIO SUL POSTO

Lo scambio sul posto, disciplinato dalla delibera ARG/elt 74/08, Allegato A – Testo integrato dello scambio sul posto (TISP) – e dalla successiva delibera Arg/elt 186/09, che ha recepito quanto previsto dalla legge 99/09, consente di valorizzare l’energia immessa in rete secondo un criterio di compensazione economica con il valore dell’energia prelevata dalla rete. In termini generali, le condizioni offerte dallo scambio sul posto sono più vantaggiose del ritiro dedicato poiché permettono di remunerare l’energia immessa in rete al valore di mercato dell’energia più il costo unitario variabile dei servizi associato alla propria bolletta di fornitura per la quantità di energia elettrica scambiata.

Il seguente schema spiega il meccanismo di Scambio sul Posto: 

PREMI ABBINATI

Il premio per impianti fotovoltaici abbinati a un uso efficiente dell’energia consiste in una maggiorazione della tariffa incentivante già riconosciuta ai sensi del DM 19/02/07.
Possono beneficiare del premio gli impianti fotovoltaici di pontenza nominale non superiore a 200 kW che accedono alle tariffe incentivanti ai sensi del DM 19/02/07 operanti in regime di scambio sul posto e che alimentano, anche parzialmente, utenze ubicate all’interno o asservite ad unità immobiliari o edifici, come definiti dall’art. 2, comma 1 del Dlgs 192/05 e successive modificazioni e integrazioni (Dlgs 311/06).
Qualora il soggetto responsabile, successivamente all’ammissione al premio, decida di non avvalersi del servizio di scambio sul posto, verrà meno il diritto al riconoscimento del premio a decorrere dal giorno successivo a quello di cessazione del contratto di scambio.
Il DM 06/08/09 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha introdotto la non cumulabilità delle detrazioni fiscali (55%) per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell’art. 1, comma 349, della legge 26/12/06 n. 296, con il premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente dell’energia di cui all’art. 7 del DM 19/02/07. Dal 12 ottobre 2009, data di entrata in vigore di tale decreto, non è quindi possibile richiedere il premio suddetto a seguito di interventi per i quali si sia beneficiato o si intenda beneficiare delle detrazioni.

Per le modalità di richiesta del premio si distinguono due casi:
1. edifici esistenti oggetto di opere di miglioramento delle prestazioni energetiche
2. edifici di nuova costruzione completati dopo l’entrata in vigore del DM 19/02/07

LE TARIFFE

Per quanto stabilito dal DM del 19/02/07 gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio a partire dal 1° gennaio 2010 hanno diritto a una tariffa incentivante articolata secondo i valori indicati nella seguente tabella.

   
TIPOLOGIA IMPIANTO
 
1
Non integrato
2
Parzialmente Integrato
3
Integrato
A)
1 &Mac178; P &Mac178; 3
0,384
0,422
0,470
B)
3 < P &Mac178; 20
0,365
0,403
0,442
C)
P > 20
0,346
0,384
0,422

Si evidenzia inoltre che la tariffa “base” può essere incrementata del 5% nei seguenti casi, tra loro non cumulabili:

a) per impianti ricadenti nelle righe B e C della colonna 1 (impianti superiori ai 3 kW non integrati) della precedente tabella, il cui soggetto responsabile autoconsuma su base annua almeno il 70% dell’energia prodotta dall’impianto (autoproduttori ai sensi dell’art. 2 del Dlgs n. 79 del 16 marzo 1999);

b) per impianti il cui soggetto responsabile è una scuola pubblica/paritaria o una struttura sanitaria pubblica;

c) per impianti integrati in edifici, fabbricati strutture edilizie di qualsiasi destinazione (industriale, commerciale, agricola) in sostituzione di coperture in eternit o contenenti amianto (per maggiori dettagli consultare la guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell’integrazione architettonica pubblicata sul sito del GSE);

d) per impianti i cui soggetti responsabili siano enti locali con popolazione residente inferiore a 5000 abitanti come risultante dall’ultimo censimento ISTAT.

Gli incentivi del Conto Energia non sono applicabili all’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata eccedenti il 20% del costo dell’investimento da sostenere per la costruzione dell’impianto stesso.

Infine si ricorda che le tariffe incentivanti non sono cumulabili con i certificati verdi e con i titoli di efficienza energetica.

LA CESSIONE DEL CREDITO

Il GSE, al fine di facilitare il finanziamento degli impianti fotovoltaici, permette al soggetto responsabile la cessione dei crediti derivanti dall’ammissione alle tariffe incentivanti al soggetto finanziatore.
Il GSE ha sottoscritto un accordo quadro con numerosi istituti di credito che consente di avvalersi di modalità semplificate per la cessione del credito.
La cessione dei crediti è ammessa esclusivamente per la totalità degli stessi e a favore di un unico cessionario sino a eventuale revoca espressa.
Le modalità di attivazione della cessione dei crediti prevedono che l’atto di cessione a firma congiunta del cedente e del cessionario:

- sia stipulato, a valle della sottoscrizione della suddetta convenzione, per atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio, ai sensi dell’art. 69 del Regio Decreto del 18 novembre 1923, n. 2440;
- riporti il numero della convenzione e la data della sua sottoscrizione;
- dia evidenza, nei casi in cui il soggetto responsabile sia una persona giuridica, dei poteri di rappresentanza del sottoscrittore, attestati da idonea certificazione notarile o idoneo documento della Cancelleria Commerciale del Tribunale o della C.C.I.A.A. (con data del certificato non anteriore a 90 giorni);
- sia notificato a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Il GSE, con propria lettera raccomandata, comunica alle parti di aver preso atto della richiesta di cessione dei crediti e del rispetto di tutti gli adempimenti, anche formali, sopra elencati.
Il GSE riconosce le tariffe incentivanti al soggetto cessionario fintanto che gli venga notificata la revoca.

Tale revoca, a firma congiunta del cedente e del cessionario su carta intestata del cessionario, deve:
- riportare il numero della convenzione e la data della sua sottoscrizione;
- dare evidenza, in relazione al cessionario, dei poteri di rappresentanza del sottoscrittore, attestati da idonea certificazione notarile o idoneo documento della Cancelleria Commerciale del Tribunale o della C.C.I.A.A. (con data del certificato non anteriore a 90 giorni);
- essere notificata al GSE mediante l’invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Tale revoca, che deve contenere le nuove coordinate bancarie per la domiciliazione dei pagamenti, viene resa operativa dal GSE a partire dal secondo mese successivo alla notifica.

Il GSE non può essere considerato responsabile in caso di mancate, errate e/o ritardate comunicazioni di cui sopra da parte del cedente e/o cessionario.
Le stesse modalità devono essere seguite nei casi di mandato all’incasso (revocabile/irrevocabile), salvo che anche il relativo atto di revoca deve essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio.

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