Abattimento dell'Azoto

SISTEMI DI TRATTAMENTO REFLUI PER L'ABBATTIMENTO DELL'AZOTO

La corretta utilizzazione degli effluenti provenienti dagli insediamenti zootecnici rappresenta, anche alla luce degli indirizzi contenuti nelle norme elaborate a livello comunitario la garanzia per il mantenimento di un corretto rapporto zootecnia-ambiente.
Ovviamente, i liquami zootecnici possono rappresentare un valido contributo di nutrienti per le coltivazioni di specie ad interesse agrario ma, se apportati ai terreni in quantità maggiore rispetto alla capacità delle coltivazioni di esportarli, possono creare problemi alle acque superficiali e profonde.
Proprio per questo tipo di ripercussioni ambientali, nel dicembre 1991 la CEE approvava la direttiva nitrati n. 91/676/CEE.
La direttiva fornisce agli stati membri indicazioni al fine di determinare le condizioni delle acque superficiali e profonde in relazione al loro inquinamento reale o potenziale, per individuare le zone che sono già compromesse dall’inquinamento delle falde oppure potenzialmente a rischio.

L’Italia per non aver recepito in tempo la direttiva nitrati, ha indotto la Commissione Europea ad emanare nei primi mesi del 2006 una procedura d’infrazione.

Nel 2006 con il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 7 aprile 2006 n. 209, sono stati introdotti i criteri e le norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento di cui all’articolo 38 del Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152.
Di fatto questo decreto obbliga le regioni a emanare i propri regolamenti per la gestione dei reflui zootecnici e di conseguenza dei carichi azotati.

La Regione Lombardia ha emanato la delibera di Giunta Regionale n. 3439 pubblicata il 16/11/2006 nella quale recepisce, senza aggravarle, le indicazioni nazionali e formula un Programma d’Azione per le aziende ubicate nelle zone vulnerabili.
In ogni caso, dal punto di vista operativo, queste sono le problematiche che si manifestano:

  • Poca disponibilità di terreni per lo spandimento degli effluenti zootecnici
  • Tempi lunghi per la realizzazione di impianti aziendali e consortili in grado di abbattere l’azoto in eccesso
  • Elevati costi per la gestione tecnica e amministrativa degli effluenti zootecnici

I risultati ottenuti portano a dire che i trattamenti sui liquami possono contribuire al mantenimento e al ripristino di un corretto rapporto zootecnia-ambiente.
La separazione solido liquido è una tecnica che dovrebbe entrare tra le buone pratiche aziendali in quanto consente di ottenere due frazioni, una chiarificata e una concentrata.
Anche i trattamenti aerobici risultano utili, soprattutto in quelle aziende dove esistono problemi di emissioni di odori in fase di stoccaggio e di spandimento dei liquami e dove risulti necessario ridurre il tenore di azoto del liquame.
Inoltre è necessario fornire a produttori e tecnici le conoscenze specifiche di base, nonché tutti i riferimenti di carattere tecnico operativo, in modo da evitare che l’allevatore si ritrovi in una situazione di inadempienza rispetto alla normativa vigente in materia ed evitare che vada incontro a sempre maggiori costi di smaltimento.

Le tecniche per l’abbattimento dell’azoto

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