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IMPIANTI BIOGAS


A causa del crescente interesse verso gli impianti di biogas sono aumentate sul mercato le aziende che si propongono quali possibili fornitori e/o assemblatori di componenti per la realizzazione di impianti. Sono però spesso soggetti a cui manca la necessaria esperienza ed il know-how di base per affrontare le problematiche sia impiantistiche che di carattere biologico, elementi indispensabili per garantire un risultato soddisfacente.

La specifica esperienza pluridecennale e le molteplici realizzazioni della Società Rota Guido sono garanzia di sicura competenza ed affidabilità.


FASI DEL PROCESSO
TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE
GLI ASPETTI QUALIFICANTI DEGLI IMPIANTI ROTA GUIDO


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FASI DEL PROCESSO



Le fasi applicative del processo in un impianto di biogas per il settore agricolo e zootecnico, si possono sintetizzare come segue:



  • ricevimento dei liquami e letami zootecnici di varia natura (bovini, bufalini, suini, equini, ovi-caprini ed avicunicoli) e loro stoccaggio in apposite prevasche o platee

  • ricevimento delle biomasse e substrati di origine vegetale (di colture dedicate sottoforma di insilati vari) e loro stoccaggio in appositi silos o trincee orizzontali







  • ricevimento di eventuali sottoprodotti e/o scarti da lavorazione (da industria agroalimentare ed altro) e loro stoccaggio in prevasche e/o silos orizzontali in funzione del loro livello di S.S (sostanza secca)

  • trasferimento delle frazioni liquide e caricamento del digestore primario mediante stazioni di pompaggio e misuratori di portata per il controllo delle adeguate quantità e sequenze giornaliere

  • trasferimento delle frazioni solide e caricamento
    del digestore primario mediante apposite tramoggie di carico con sistema di dosaggio e controllo delle quantità e sequenze nell'arco della giornata

  • premiscelazione in apposite prevasche o miscelazione delle frazioni liquide e solide all'interno del digestore primario e successivo travaso al digestore secondario pure opportunamente miscelato.







  • digestione anaerobica all'interno dei digestori con recupero del biogas prodotto e suo immagazzinamento all'interno delle cupole gasometriche poste sopra ai digestori o in un gasometro separato






  • trattamento del biogas prodotto con processo
    di desolforazione biologica all'interno dei
    digestori a cura di batteri desolforanti e
    successivo abbattimento finale mediante filtri
    a ciclo frigorifero e a carboni attivi

  • recupero del biogas trattato mediante l’alimentazione di gruppi di cogenerazione di potenza adeguata alla quantità di biogas disponibile e produzione di energia elettrica e termica da potersi installare sia in container che in locali tecnici in opera

 












Nel caso l'azienda si trovi nelle condizioni di dover abbattere il carico di azoto per rispondere alle restrittive norme poste dalla recente direttiva nitrati, il digestato è sicuramente un prodotto più facile da trattare rispetto al liquame tal quale.
Il digestato andrà sottoposto a trattamento preliminare di separazione solido, liquido e successivamente a ulteriori trattamenti quali il compostaggio per la frazione solida e nitro- denitro strippaggio per la frazione liquida con riduzione del carico di azoto fino al 70/80% con conseguenti notevoli vantaggi di carattere economico ed ambientale.







GARANTIAMO IL MASSIMO RENDIMENTO

Alto rendimento nella produzione di biogas (il massimo possibile per unità di prodotto immesso, sia questo liquame zootecnico e/o biomasse vegetali) ed alto rendimento nella produzione di kWh elettrici e termici (ai massimi livelli di mercato rispetto alle tecnologie disponibili) sono alla base della filosofia progettuale degli impianti Rota Guido.
Altro aspetto fondamentale delle tecnologie Rota Guido è l’assoluta semplicità, solidità e affidabilità dei singoli componenti e dell’intero assetto impiantistico.


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TIPOLOGIE IMPIANTISTICHE



MASSIMA FLESSIBILITA'

Un aspetto progettuale da non trascurare è la flessibilità impiantistica, intesa sia come predisposizione a
futuri ampliamenti sia come possibilità di utilizzare nel tempo prodotti differenti rispetto a quelli
originariamente ipotizzati.



GARANTIAMO I VALORI E LE REDDITIVITA’ PROGRAMMATE

La garanzia del successo per un impianto di biogas è legata alla professionalità delle singole competenze in campo.
Il team Rota Guido è formato da ingegneri e tecnici che coprono tutti i settori (meccanico, elettrico, elettronico, chimico, ambientale, e microbiologico) e svolgono la propria attività di ricerca, sviluppo e progettazione negli uffici tecnici e nei laboratori della nostra sede operativa di Corte de’ Frati (CR).

Vi aspettiamo e saremo lieti di essere a Vostra disposizione, certi di poter soddisfare ogni vostra specifica esigenza.

Vi consiglieremo con competenza e professionalità e studieremo con Voi l’impianto su misura per
la Vostra realtà.




Gli impianti di Biogas di uso e applicazione più frequenti sono assimilabili a 3 distinte tipologie, aventi
ciascuna peculiarità particolari e per questo adatte ciascuna a specifiche e differenti realtà aziendali.


IMPIANTI:

  • Impianto a canale tipo plug-flow o flusso a pistone;
  • Impianto cilindrico tipo up-flow miscelato;
  • Impianto tipo super-flow per biomasse super dense



    IMPIANTO PLUG-FLOW (FLUSSO A PISTONE) A CANALE





    Caratteristiche principali:
    Questo processo di digestione anaerobica richiede una preventiva separazione utilizzando solo la frazione
    liquida delle deiezioni, pertanto è assolutamente privo di organi di miscelazione interni al digestore che
    predilige la conformazione a canale.
    L'effetto di separazione dei solidi sedimentabili rispetto alla frazione liquida del liquame, dovuto alla
    mancanza di agitazione nel digestore, provocherà un vantaggioso effetto di aumento dei tempi di ritenzione
    della frazione solida rispetto alla frazione liquida. Tale fenomeno, infatti, consentirà di allontanare più
    velocemente dal digestore la frazione liquida che contiene le sostanze prontamente disponibili per la
    digestione e di trattenere all'interno del digestore le molecole più complesse per un tempo superiore,
    consentendo ai batteri di demolirle e renderle comunque disponibili per la trasformazione in biogas. I solidi
    comunque raggiungeranno la sezione di uscita del digestore sfruttando l'effetto combinato dei moti di risalita
    provocati dal biogas e dalla presenza delle serpentine di riscaldamento del digestore, con il moto di
    avanzamento provocato dal posizionamento nella sezione iniziale e finale del digestore delle tubazioni di
    immissione e scarico del liquame fresco e digerito.


    A chi è adatto:
    Sostanzialmente ad allevamenti di medie e grandi dimensioni che intendono produrre energia con lo scopo
    di utilizzarla quasi totalmente per i fabbisogni diretti e solo in caso di eventuale surplus cederla al gestore di
    rete. Ed inoltre a chi in generale è costretto o sensibile alla riduzione dell'impatto ambientale indotto dalla propria
    attività zootecnica.


    Fasi del processo:
    Al fine di ottenere la maggiore produzione possibile di biogas, è fondamentale che i liquami prodotti arrivino “freschi” al digestore; per questo si adotteranno tutti gli accorgimenti più opportuni per evacuare dai ricoveri zootecnici il più velocemente possibile i liquami prodotti in allevamento.
    Il liquame prodotto viene convogliato ad una prevasca di raccolta e quindi trasferito, tramite opportuna stazione di pompaggio, al trattamento di separazione.
    Il trattamento di separazione meccanica delle frazioni liquide dai solidi grossolani è sempre necessario e serve per eliminare dal liquame le parti non biodegradabili nei tempi tecnici di digestione previsti, quali ad esempio i residui vegetali ed il pelo, che tendono ad affiorare per effetto della risalita del biogas ed a formare sulla superficie del liquame una crosta di materiale cellulosico intrecciato, che occupa volume utile e può provocare intasamenti del digestore.
    La frazione solida separata a monte del digestore potrà essere accumulata e portata come ammendante sui terreni agricoli, mentre la frazione liquida, ricca di sostanze organiche, alimenterà il digestore di norma a sezione rettangolare a uno o più canali. La digestione anaerobica dei liquami è ottenuta all'interno di un apposito digestore mediante l'attività' di batteri capaci di frantumare le molecole complesse con la formazione di metano, anidride carbonica, acqua e idrogeno solforato.
    Le suddette attività biologiche sono condizionate da vari fattori quali: il pH, la temperatura ed il tempo di permanenza del liquame nel digestore.
    I due principali fattori che influenzano l'intero processo sono senza dubbio la temperatura ed il tempo di permanenza del liquame nel digestore. In particolare il processo di digestione anaerobica è favorito dal mantenimento delle condizioni ottimali di temperatura (per batteri termofili 50 - 55°C, per i mesofili 35 - 40 °C, per gli psicrofili 10-25°C).
    Al diminuire della temperatura di digestione è necessario garantire un tempo di permanenza (HRT) del liquame nel digestore più elevato. Pertanto, in condizioni psicrofile, è opportuno prevedere un HRT di almeno 60 giorni, mentre in condizioni mesofile è possibile garantire un HRT di soli 18-20 giorni. Rispettando queste condizioni, le rese energetiche dell'impianto raggiungono ottimi risultati in qualsiasi stagione.
    Il biogas prodotto è raccolto direttamente nella parte superiore del digestore mediante una copertura gasometrica a cupola ed una copertura raccogligas a cupola presso statica. Attraverso una apposita condotta collegata con la copertura raccogligas del digestore, il gas prodotto e recuperato è avviato al gruppo di cogenerazione, che bruciando il biogas produce energia elettrica e calore. Parte del calore prodotto e dissipato dal motore del cogeneratore viene recuperato ed utilizzato per termostatare e mantenere in temperatura il digestore.
    Infine il liquame in uscita dal digestore, ormai stabilizzato e deodorizzato, sarà accumulato in uno o più bacini di stoccaggio in attesa dell'utilizzazione agronomica.








IMPIANTO UP-FLOW CILINDRICO MISCELATO







Caratteristiche principali:
Questo processo di digestione anaerobica utilizza le deiezioni tal quali (frazione liquida + frazione solida), pertanto il digestore che in queste tipologie di impianto è di tipo cilindrico sarà dotato di miscelatore ad elica, di pompa di ricircolo esterna temporizzata e sistema di bocchette di fondo per ottenere la movimentazione del liquame e l'effetto up-flow e rompicrosta. Il digestore sarà alimentato costantemente con liquame fresco, mentre il liquame digerito uscirà dopo un tempo medio di permanenza nella vasca di circa 20/25 giorni.


A chi è adatto:
Ad allevamenti che vogliono trarre il maggiore rendimento in termini energetici e quindi economici; poiché grazie alla frazione solida presente nelle deiezioni si incrementa la produzione di biogas.
E' consigliabile anche ad allevamenti che hanno limitata o non costante disponibilità nel tempo di biomassa da aggiungere e digerire assieme alle deiezioni.
Restano anche per questo impianto validi i notevoli vantaggi ambientali

Fasi del processo:
Al fine di ottenere la maggiore produzione possibile di biogas, anche in questo caso è fondamentale che i liquami prodotti arrivino “freschi” al digestore; per questo si dovranno adottare tutti gli accorgimenti più opportuni per evacuare dai ricoveri zootecnici il più velocemente possibile i liquami prodotti in allevamento.
Il liquame prodotto è convogliato ad una prevasca di raccolta, equalizzazione, miscelazione e sollevamento, provvista di mixer e pompa trituratrice dove può essere aggiunta in dosi prestabilite una moderata quantità di biomassa che arricchisce di sostanza organica il liquame destinato ad alimentare il digestore.
La digestione anaerobica dei liquami tal quali con moderate quantità di biomasse tali da garantire la pompabilità è ottenuta all'interno di un apposito digestore mediante l'attività' di batteri capaci di frantumare le molecole complesse con la formazione di metano, anidride carbonica, acqua e idrogeno solforato.
Le suddette attività biologiche sono condizionate da vari fattori quali: il pH, la temperatura ed il tempo di permanenza del liquame nel digestore.
I due principali fattori che influenzano l'intero processo sono senza dubbio la temperatura ed il tempo di permanenza del liquame nel digestore. In particolare il processo di digestione anaerobica è favorito dal mantenimento delle condizioni ottimali di temperatura (per batteri termofili 50 - 55 °C, per i mesofili 35 - 40 °C, per gli psicrofili 10-25°C).
Rispettando le corrette condizioni impiantistiche e gestionali le rese energetiche del sistema raggiungono ottimi risultati in qualsiasi stagione; il biogas prodotto è raccolto direttamente nella parte superiore del digestore mediante una copertura gasometrica a cupola che ha la forma di calotta sferica.
Attraverso una condotta collegata con la copertura raccogligas del digestore, il gas prodotto e recuperato è avviato a un gruppo di cogenerazione che bruciando il biogas produce energia elettrica e calore. Anche in questo caso parte del calore prodotto e dissipato dal cogeneratore viene recuperato per termostatare e mantenere in temperatura il digestore.
Infine il liquame in uscita dal digestore, ormai stabilizzato e deodorizzato, sarà accumulato in uno o più bacini di stoccaggio in attesa dell'utilizzazione agronomica.









IMPIANTO SUPER-FLOW PER LA DIGESTIONE DI BIOMASSE








Caratteristiche principali:

Il processo di digestione anaerobica utilizza le deiezioni tal quali (frazione liquida + frazione solida), con immissione di opportuna biomassa anche in grandi quantità oltre il limite di pompabilità. Di norma l'impianto prevede due o più digestori, (primari e secondari).
Il digestore primario di tipo cilindrico è dotato di un particolare miscelatore ad asse orizzontale che garantisce la completa miscelazione dei liquami e della biomassa. Il digestore primario è alimentato costantemente con liquame fresco e biomassa secondo un piano di carico prestabilito in funzione delle composizioni e caratteristiche dei vari complementi di apporto, mentre il liquame digerito uscirà dopo un tempo medio di permanenza nella vasca di circa 20 - 30 giorni per essere trasferito nel digestore secondario, a sua volta miscelato ed in grado di recuperare la residua quantità di biogas. Il tempo di permanenza nel secondo digestore risulta pari a circa 30 - 40 giorni per una permanenza media complessiva pari a circa 60 giorni.


A chi è adatto:

Ad aziende agricole e zootecniche che hanno adeguata disponibilità di terreni set-aside o comunque disponibilità di biomassa costante nell'arco dell'anno, grazie alla quale si incrementa notevolmente la produzione di biogas e quindi di energia elettrica prodotta, massimizzando in tal modo il rendimento del processo.


Fasi del processo:
Al fine di ottenere la maggiore produzione possibile di biogas, è consigliabile che i liquami prodotti arrivino “freschi” al digestore primario e la qualità della biomassa sia integra nella sua struttura energetica.
Il liquame prodotto è convogliato ad una prevasca di raccolta, equalizzazione, miscelazione e sollevamento, provvista di mixer e pompa trituratrice che omogeneizza e convoglia il liquame nel digestore primario cilindrico. Una particolare tramoggia munita di coclee di dosaggio opportunamente alimentata provvede al
carico della biomassa, che mediante un programma specifico inserisce nel digestore il quantitativo necessario di materiali per garantire un buon funzionamento del processo di digestione.
Il biogas così prodotto in condizioni anaerobiche è raccolto direttamente nella parte superiore del o dei digestori mediante una copertura gasometrica a cupola che avrà la forma di calotta sferica.
Attraverso una condotta collegata con la copertura raccogligas dei digestori, il gas prodotto e recuperato è bilanciato, raffreddato, deumidificato, filtrato ed avviato ai gruppi di cogenerazione che bruciando il biogas producono energia elettrica e calore.
Infine il liquame in uscita ormai stabilizzato e deodorizzato, sarà accumulato tal quale o previa separazione in uno o più bacini di stoccaggio in attesa dell'utilizzazione agronomica.













DIGESTORE AD 1 VASCA


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DIGESTORE A 2 VASCHE




DIGESTORE A 3 VASCHE




DIGESTORE A 4 VASCHE



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GLI ASPETTI QUALIFICANTI DEGLI IMPIANTI ROTA GUIDO



UNA GAMMA DI IMPIANTI PER OTTIMIZZARE I RENDIMENTI
Una vasta gamma di cogeneratori di differenti tipologie e potenze, offre ad ogni cliente la possibilità di
realizzare un impianto perfettamente rispondente alle proprie specifiche realtà aziendali.








Potenza elettrica kW
Tipo
30/45/60 S
90/100/120 M
150/180/190 L
250/330/370
500/630/750
XL
1000/1500/2000 XXL

 



IMPIANTI SU MISURA PER RISPONDERE AD OGNI VOSTRA ESIGENZA!




GARANTIAMO IL RISULTATO

Per tutti gli impianti è previsto, un sistema computerizzato che controlla la bontà del processo sia relativamente alla quantità, qualità e tempistiche di immissione dei singoli prodotti con costante monitoraggio, anche a distanza, delle singole performance. Sono costantemente monitorati i livelli di produzione e qualità del gas oltre che l’efficienza dei singoli componenti i parametri ottimali ed i rendimenti dei cogeneratori.


Il nostro Team Tecnico sarà comunque sempre al Vostro fianco sia nella fase di start-up dell’impianto sia nelle successive operazioni di mantenimento al massimo livello operativo. Il risultato ideale e la messa a punto saranno raggiunti nel più breve tempo possibile, così come ci preoccuperemo di indirizzarVi ogni qual volta se ne verificherà la necessità.



Le nostre risorse umane e strumentali sono a Vostra completa disposizione perché siamo consapevoli che solo un impianto che lavora a perfetto regime ottimizza le rese ed esalta i guadagni.



Potrete pertanto contare su di noi dalla fase di studio, a quella progettuale, dalla realizzazione alla messa in funzione dell’avvio dell’impianto al suo mantenimento ai massimi livelli di efficienza e rendimento.



ROTA GUIDO, IL PARTNER SICURO ED AFFIDABILE CHE MANTIENE LE PROMESSE.


SOLUZIONI INNOVATIVE E DI ASSOLUTA GARANZIA

La filosofia progettuale alla base di un impianto di biogas deve essere tale da garantire la massima affidabilità, assoluta semplicità impiantistica e gestionale, estrema flessibilità e versatilità operativa e massimi livelli di efficienza e rendimento con il minore autoconsumo.

Il successo dei nostri clienti è la garanzia che progettazione e realizzazione sono frutto da mani esperte.

Soluzioni semplici, sperimentate e standardizzate, garantiscono efficienze elevate con costi di investimento e gestione assolutamente convenienti.

GLI ASPETTI QUALIFICANTI DEGLI IMPIANTI ROTA GUIDO

1. Caricamento della frazione liquida con pompe e regolatori di portata;

Permette di caricare le frazioni liquide di varia provenienza e natura con sostanza secca fino al 10% programmandone il volume e le tempistiche nell’arco delle giornate in modo da evitare sbalzi termici alla flora batterica.



2. Caricamento della frazione solida con speciali Ghiottoni;

Il sistema permette di caricare mediante tre coclee di cui due miscelatrici ed una volumetrica di grandi dimensioni, qualsiasi tipologie di prodotto evitandone intasamenti.
Il cassone di stoccaggio consente di predisporre grossi quantitativi di prodotto che il sistema preleva in modo automatico e richiamarsi all’interno del digestore primario.



3. Miscelazione con mixer Paddelgigant;

Il sistema di miscelazione è uno degli elementi fondamentali per la buona riuscita della fermentazione. Il Paddelgigant ad asse orizzontale e pale diametro 3,7 mt garantisce un effetto omogeneizzante delle biomasse con rottura istantanea della crosta superficiale e ottimizzazione della formazione e fuoriuscita del biogas.



4. Riscaldamento con serpentine inox e/o PEOC;

Il sistema di riscaldamento non prevede alcuna giunzione interna al digestore ma tutto avviene all’esterno mediante appositi collettori. Il funzionamento consente di assicurare la corretta termostatazione della massa con variabilità assolutamente insignificanti agli effetti di una ideale fermentazione anarobica sia che si operi in campo mesofilo che termofilo.



Le cupole pressostatiche possono essere sia di materiale plastico spalmato a doppia membrana sia di materiale elastomerico brevettato e sono in entrambi i casi corredate da sistemi di sicurezza e raccordo gas.



6. Desolforazione biologica con solaio in legno;

La desolforazione biologica all’interno dei digestori ottenuta mediante batteri desolforanti offre il vantaggio di abbattere quasi completamente l’acido solforico riducendo i costi del residuo trattamento mediante filtri di sicurezza a carboni attivi, preservando i motori e riducendo i costi di service.



7. Trattamento gas con raffreddamento e filtrazione finale;

Il trattamento del gas con speciali filtri a ciclo frigorifero e carboni attivi offre i vantaggi derivanti da un livello di purezza del biogas pressochè totale, che si tramuta in minori cambi d’olio e minori costi di manutenzione dei cogeneratori.



8. Controllo gas in continuo;

Permette di valutare in tempo reale se le condizioni del biogas e pertanto della fermentazione all’interno dei digestori sono avvenute in modo corretto o, in caso contrario ci segnala in modo preventivo circa eventuali e necessari interventi correttivi.



9. Linee gas e valvole di sicurezza;

Sono le linee di raccolta e adduzione gas del digestore ai cogeneratori che, complete delle relative valvole di sicurezza, filtri e saracinesche, garantiscono il corretto bilanciamento e la corretta alimentazione ai motori.



10. Oblò ispettivi con fari illuminanti;

Sono gli elementi che permettono il pieno e fondamentale controllo visivo necessario per ispezionare direttamente il livello di formazione della massa, la formazione di schiume o cappelli superiori, la corretta miscelazione e formazione di bolle fermentative di produzione gas. Consentono in caso di anomalie di intervenire tempestivamente garantendo i parametri funzionali dell’impianto.



11. Cogeneratori a biogas e bifuel:

I cogeneratori sono le apparecchiature che devono trasformare il biogas in energia elettrica e termica.
Dal loro buon livello di rendimento sommato a quello dell’impianto di produzione gas si avrà la maggiore efficienza complessiva ed il conseguente migliore risultato economico.
Diventa pertanto fondamentale disporre di una vasta gamma di tpologie, sia bifuel che solo gas in modo da poter sempre adottare la soluzione tecnicamente più conveniente.




12. Collettori per recupero termico;

Servono per distribuire in modo idraulicamente corretto l’energia termica ai digestori e lasciare disponibili eventuali sur plus per utenze ausiliarie o per impianti che utilizzano l’energia termica in esubero valorizzandola.



13. Pompe di travaso e scarico digestato;

Il trasferimento del digestato dal digestore primario al secondario e da questi ai successivi trattamenti e agli stoccaggi, è garantito da pompe monovite di assoluta affidabilità che permettono mediante apposite sonde di livello di controllare in modo automatico le varie fasi del processo.



14 Trattamenti a valle di separazione ed eventuale abbattimento dell’azoto;



Sono trattamenti da effettuarsi sull’effluente digestato per favorirne la sua gestione nel caso di eccedenze di azoto rispetto alla superficie disponibile per lo spandimento, si possono adottare sistemi di abbattimento dell’azoto al fine di rientrare nei parametri previsti dalla legge.
In particolare si tratta di impianti di separazione, flottazione, nitro-denitro e strippaggio in funzione del livello di riduzione necessario.
Questi impianti vanno calibrati sulla base delle specifiche esigenze di ogni azienda o gruppo di aziende, per ottimizzare il rendimento e garantire le sostenibilità economica.





Come si è già ricordato, il biogas non può essere liberato in atmosfera essendo il metano un gas serra molto più dannoso dell’anidride carbonica. Nel caso di impossibilità di sfruttamento il biogas và, dunque bruciato in torcia.
Esistono diverse tipologie di torce, che si differenziano essenzialmente per la temperatura di combustione, la presenza di isolamento e per l’alimentazione dell’aria, a ventilazione naturale o forzata.


IL NOSTRO TEAM DI TECNICI E’ A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER CONSIGLIARVI NEL MODO MIGLIORE E SEGUIRVI DA VICINO nel controllo dei corretti ricavi energetici della varie matrici utilizzatek, nel cambio di eventuali substrati, nel controllo delle corrette fermentazioni, nell’ottimizzazione dei processi e dei rendimenti, nelle fasi di manutenzione e service, nelle fasi di sviluppo ed ampliamento del Vostro impianto.
Il sistema di carimento delle matrici solide con coclea volumetrica ad immissione sottopelo libero e coclee di miscelazione è un elemento determinante nell’efficienza dell’impianto. Affidabile di basso consumo, veloce da caricare, automatico nella gestione contribuisce a stabilizzare il processo biochimico ed aumentare il rendimento. Differenti capacità da 10 a 100 m? rispondono brillantemente alle esigenze del Vostro impianto.
Il sistema di miscelazione costituisce una novità assoluta ed è elemento fondamentale per garantire la resa ottimale del Vostro impianto. Assoluta affidabilità per non dover mai intervenire all’interno dei digestori significa nessun fermo dell’impianto e quindi nessuno spreco.


COMPETITIVI ED AFFIDABILI??.....DI PIU’!!